..::La mia esperienza in Albania.::..
Ciao amici! Rientrata (per la terza volta!) da qualche giorno dalla nostra adorata Missione in Albania, dove ho trascorso le vacanze appena passate, ho deciso di raccontarvi qualcosa della mia indimenticabile esperienza.
Premetto che, pur impegnandomi al massimo, non riusciro` a trovare le parole adatte, capaci di spiegare davvero tutto quello che ho sentito e provato in quei giorni cosi` ricchi di emozioni, per cui vi chiedo anticipatamente scusa! Vorrei descrivervi ogni singolo momento che ho vissuto insieme ai nostri amici, per condividere con tutti voi i grandi doni e la gioia immensa che ho ricevuto cosi` gratuitamente e pienamente, ma correrei il rischio di diventare noiosa e dispersiva, quindi mi focalizzero` su un evento particolare che ha scatenato dentro di me una serie indescrivibile di sentimenti, tanto forti quanto meravigliosi! Il giorno di Natale, dopo aver celebrato la messa, don Giovanni, Suor Maria e suor Franca (di Berat) e suor Leoncia (di Kuc,ove) hanno deciso di portare gli auguri, a nome di tutta la comunita`, al Metropolita. Senza sapere come o perche`, mi sono ritrovata in quella macchina che stava per partire? Sinceramente non avevo nemmeno una vaga idea di quello che mi sarebbe capitato da li a poco! Dopo qualche minuto di strada siamo arrivati davanti ad un grande portone in legno. La porta si e` aperta e un ragazzo piuttosto giovane ci ha fatto strada. C'era un silenzio strano mentre percorrevamo le scale per raggiungere il primo piano e la mia confusione aumentava gradino dopo gradino! Chi era poi questo Metropolita? di cui tutti parlavano?? Improvvisamente ho trovato le risposte alle domande che mi stavo ponendo. Ero in una saletta rettangolare con un tavolino basso al centro, e tante sedie sui lati. Davanti a me c'erano due uomini strani uno tutto vestito di nero e l'altro con un copri abito bianco...
Iniziavo a capire! Il primo era il vescovo ortodosso, l'altro il mufti musulmano. Mi sentivo come trasportata in una realta` parallela, sul set di un film ambientato nel passato! Ora vi giuro che se avessi potuto esprimere un desiderio, in quel momento avrei certamente chiesto di conoscere l'albanese e il greco come se fossero le mie lingue d'origine, perche` non sono riuscita a capire praticamente nulla di quello che si stava dicendo. Ma non e` stato un problema cosi` rilevante perche` a volte i gesti e gli sguardi e tutto il clima circostante, sanno esprimere molto piu` di mille parole. Non ci siamo trattenuti molto, ma quei venti minuti sono stati intensissimi. Davanti ai miei occhi avevo tre rappresentanti di tre diverse religioni, ognuno con un suo proprio particolare, sia fisico che caratteriale il berrettino bianco e l'estrema loquacita` del mussulmano, il grande medaglione e la simpatica tenerezza dell' ortodosso e infine il colletto bianco e la contagiosa solarita` di don Giovanni! E' stato emozionante vedere come, nonostante la diversita` dei tre culti religiosi, in quella stanza ci fosse un unico Dio che univa tutti e rendeva tutti fratelli. E pur non comprendendo i discorsi, anche io, nel mio piccolo, mi sentivo parte viva e attiva di quel momento (forse anche perche` il mufti continuava ad indicare i miei jeans strappati e il mio piercing, un po' come se in quegli istanti rappresentassi le nuove mode di usi e costumi dei giovani!!!). L'incontro si e` concluso con lo scambio di auguri e saluti da parte di tutti, in un clima di condivisione, fratellanza e rispetto reciproco. Ps: io, sotto gentile richiesta di don Giovanni, prima di andarmene, mi sono 'beccata' la benedizione del Metropolita! Concludo con una frase che puo` sembrare un luogo comune, ma forse una convivenza pacifica tra religioni differenti non e` poi cosi` difficile o irraggiungibile come troppo spesso appare? Saluto tutti voi con un abbraccio grandissimo e con l'augurio di poter raggiungere al piu` presto i nostri cari amici della missione, cosi` da trascorrere momenti indimenticabili come quelli che ho vissuto io! Monia
Monia