..::Piccole gocce nel deserto…::..
“Com’e` andata in Albania?” Quante volte ho ormai sentito questa domanda… eppure penso di non essere mai riuscita a raccontare esattamente la vita, le abitudini, e i luoghi di un paese che non puo` essere capito senza essere visto. In oltre 10 giorni passati li` insieme al mio gruppo di scout (Clan Ymmanu’el Rimini) e Don Giovanni, sono stati pochissimi perche' c’erano davvero milioni di cose da fare, da mettere a posto e soprattutto da capire. Siamo partiti in 15 agli inizi di settembre senza nessun progetto in particolare se non quello di renderci utili in qualche modo; in fondo non sapevamo cosa ci aspettava (a parte l’affetto del Don) e forse appena sbarcati nel porto di Durazzo ci siamo sentiti un po’ sperduti… ma alla fine ci siamo ritrovati a fare davvero di tutto: abbiamo imbiancato, pulito e reso almeno decente la scuola di un paesino di campagna grazie all’aiuto dello stesso maestro, stufo di far lezione seduto sui mattoni e con la pioggia che cadeva dentro. Abbiamo incontrato il sindaco di Kucova e abbiamo convinto i ragazzi della citta` a farci da guida e fotografare le cose che non andavano, per poi allestire una mostra nel municipio e rendere tutti i cittadini colpevoli di alcune situazioni assurde. Abbiamo visitato i rari centri di ritrovo per ragazzi e accoglienza per bambini e visto quanto ha fatto e fa tuttora la volonta` degli uomini e delle donne italiane che spendono li` tutta la loro vita. Abbiamo cambiato gomme, dormito nei campi, donato borsoni interi di vesti e libri (e a tutti coloro che hanno collaborato a riempirli, Grazie!). Abbiamo passato giorni interi per le strade a fare animazione a bimbi scalzi e abbandonati a loro stessi, abbiamo reso felici donne (da sempre emarginate e chiuse in casa) semplicemente regalando loro fiori di campo e attenzioni.
Personalmente volevo impegnarmi a conoscere e ascoltare il popolo albanese, e come potevo farlo senza vivere insieme a loro? E cosi` ho scoperto sulla mia pelle la carenza di acqua, che arriva solo due ore al giorno, al mattino e a sera, e che costringe ad avere in ogni stanza secchi di riserva, poi ancora la mancanza assoluta di acqua potabile nelle case, che deve essere andata costantemente a prendere nel pozzo o fonte piu` vicina; perfino la corrente elettrica, che non c’e` per la maggior parte della giornata, mi ha fatto riscoprire la bellezza (e la scomodita`) di una candela che illumina una tavola, un bagno o un sacco a pelo.
In quei giorni la voglia di aiutare, la semplicita` e l’amore di Don Giovanni per quella terra sono state le nostre guide ed effettivamente non avremmo avuto bisogno di nulla di piu`.
Sono tornata a casa vedendo tutto sotto un’altra prospettiva e con una voglia immensa di far capire ad ogni persona quanto puo` arricchire un’esperienza simile.
Gaia